Clin d’œil BERNARD AUBERT

Bernard AubertSi definisce “un cocciuto corso dalle abitudini fortemente radicate incrociato con uno svizzero internazionalista, due regioni per un abitante di Nîmes-marsigliese pura stirpe.” Et prosegue : “La mia azione : creare degli avvenimenti per fare uscire la gente dalle nicchie comunotarie-generazionali-sterilizzate attuali.”

 

Un vasto programma, ma in realtà Bernard Aubert è un uomo eccezionale, pieno di vita e d’entusiasmo che ha più corde al suo arco ed è il direttore artistico de la Fiesta des Suds a partire dal 1992, anno della sua fondazione a Marsiglia.
Ama molto l’Italia, non per niente è sposato con Michela Gandoni, un’ italiana nata nei dintorni di Venezia.

In cosa consiste la Fiesta des Suds?
Dal 1992 il nostro avvenimento è un festival-festa-carnevale nel centro ed attorno al porto di Marsiglia, non è soltanto un’addizione di concerti ma un modo di vivere la musica del mondo.
Una mescolanza di persone e di suoni, di saggi e meno saggi, è una festa che ama il contatto e l’ascolto dell’altro e che lascia spesso dei ricordi piacevoli.
Hegel scriveva che “Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione.”

Il suo grande successo a cosa è dovuto?
La gente viene per “vedere” questo incontro festivo è colmo di chocs visivi, di panorami strani, di esposizioni particolari…
Per “sentire” e immergersi nell’atmosfera di una Fiesta di scambi sociali e culturali, senza frontiere e senza barriere…
Per “ascoltare” stars, divas, mostri sacri, icone popolari, gruppi incendiari… In questi luoghi spettacolari, i personaggi leggendari e i porta-voce della gioventù mondiale hanno immortalizzato con forza l’idea che la musica è un rumore che pensa.
Per “gustare” , in quanto quando si viaggia nelle culture del mondo, la tappa gastronomica fa fortunatamente parte del viaggio. Il gusto delle buone cose e il piacere soave di approfittare del momento presente…

Chi sono gli artisti ?
Dal 1992, gli ‘eroi’ più brillanti delle musiche planetarie, come Paco de Lucia, Gilberto Gil, Youssoi N’Dour, Luz Casal, Cheikha Rimitti, Alain Bashung, Yuri Buenaventura, Salif Keita… Quest’anno, vi saranno i più grandi nomi delle musiche del mondo.

Marsiglia è la Capitale europea della cultura 2013, qual’è il vostro programma?
Participazione alla serata d’apertura (danzare, ascoltare i suoni delSud dalle ore 19 alle 4 del mattino). Apertura speciale per 2013 d’una nuova scena a Babel Med Music concernenti delle musiche ‘urbaines’ del Méditerraneo ed i più importanti lables delle musiche del mondo si invitano alla Fiesta des Suds per celebrare 2013 (30 giorni di festa).

Programmi futuri ?
– Babel Med Music, forum internazionale delle musiche del mondo
(Dal 21 au 23 mars 2013)
– Fiesta des Suds
(Ottobre 2013)
– E dei concerti al Dock des Suds
(3 000 personnes – 30 concerti/anno)

Altri interessi personali?
Sono molti. Les Arts Visuels (organizazzione di avvenimenti con gli artisti Hervé Di Rosa, Robert Combas, Ben…). Lo Sport in generale e in montagna e al mare in particolare, amo gli spazi infiniti. La psycho-sociologia e l’economia.

Ama viaggiare ?
Il Mondo ci appartiene, approfittiamone! Ho già percorso l’America del Nord, del Sud, i Caraibi, l’Africa, l’Europa… mi mancano ancora l’Asia e l’Oceania da scoprire…

L’Italie…
Le città romane sono state l’avanguardia delle nostre società… Amo tutte le grandi città, capitali, italiane come Firenze, Pisa, Torino, Genova, Milano, Napoli, Roma, San Remo, Venezia et le campagne toscane e padovane…

Parla italiano?
No, ma una parte della mia famiglia è italiana.

Il più bel ricordo?
Napoli, sul vulcano Vesuvio alle sei del mattino, con una canzone magnifica che faceva eco alle mie origini corse e, un vino rosso corposo del Sud, per coronare il tutto…

Un rimorso?
Non conoscere il Sud-Sud dell’Italia, la sua ‘tarantella’, … senza farmi invitare da una danzatrice italiana !

Le letture preferite?
“L’étranger” di Camus
“Violeta Parra – Ma mère” di Angel Parra

Un hobby?
Delle gite tra amici, l’anis e la marcia a piedi sulle vette. Io sono un touche-à-tout, niente è vietato…

Un motto?
« Il fine giustifica i mezzi? È possibile. Ma chi giustificherà il fine? »
Albert Camus (L’uomo in rivolta, 1951)

Mary Brilli

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